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AAA cercasi interprete per missione militare americana segreta in Ucraina

Da qualche giorno abbiamo scoperto che in Ucraina, in zone di guerra, operano o opereranno contractors in supporto alle forze armate degli Stati Uniti. Presumibilmente per una missione diversa da quella ufficiale di addestramento delle forze armate locali. Potenzialmente per azioni di combattimento.

Anche se ci farebbe comodo, non abbiamo uomini sul terreno in Ucraina che ci hanno trasmesso l’informazione. Per quanto possa apparire surreale, abbiamo visto un annuncio su LinkedIn. Una nota società di contractors cerca un interprete linguistico per supportare delle “classified Contingency Operations in support of the US Military in Ukraine”. Tra i requisiti, la “capacità di operare in un teatro di guerra”.

Interessante il fatto che l’annuncio sia stato postato sul social network il 16 novembre. Lo stesso giorno in cui il ministro degli esteri ucraino Pavlo Klimkin ha incontrato il suo omologo americano ed ex-direttore della CIA, Mike Pompeo.

Sembra quindi che, dieci giorni prima dell’incidente di Kerch, la suddetta società di contractor sapeva che avrebbe iniziato a operare in Ucraina a supporto delle forze armate statunitensi. Così senza attendere il casus belli hanno iniziato a cercare l’interprete: time is money.

Segretezza / leggerezza

Tralasciamo ogni valutazione sulla pretestuosità dell’incidente di Kerch, abbastanza evidente anche ai non addetti ai lavori.

Quello che ci interessa qui è evidenziare la contraddizione tra la presumibile segretezza dell’operazione militare e l’annuncio su Linkedin. La vicenda ricorda quella dell’applicazione Strava che rivelò forma, dimensioni e disposizione di installazioni militari a causa della leggerezza con cui il personale la utilizzava per misurare le proprie performance di corsa.

Tuttavia in questo caso sembra si sia fatto un salto di livello (verso il basso). “Classified Contingency Operations” su di un sito pubblico in cui si pubblicano annunci di lavoro, proprio non si può leggere senza un sorriso.

Più che rivelare il segreto di Pulcinella della presenza militare americana in Ucraina, l’annuncio in questione rivela i rischi per la sicurezza rappresentati da internet. E non per fantomatici “hacker russi”, quanto per la leggerezza con cui l’utente – la società di contractor in questo caso – rende pubbliche informazioni confidenziali. E così facendo espone potnzialmente strategie militari e politiche al nemico, all’intelligence di tutto il mondo, alla criminalità, nonché al pubblico ludibrio.

Il che è rivelatore di quanto internet, i media sociali, gli oggetti connessi, siano penetrati nel nostro quotidiano. E parallelamente sia venuta meno la capacità di distinguere un’informazione sensibilbile – quindi da proteggere – da una diffondibile.

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